Quando un’amica mi ha proposto di partecipare a un workshop di cianotipia, ho accettato con la curiosità di chi ha voglia di fare qualcosa di nuovo, anche se non sa esattamente cosa. “Si lavora con piante, carta e una luce speciale… e alla fine viene fuori una stampa blu, bellissima”, mi ha detto. Tanto è bastato.
Ed è così che mi sono ritrovata da Mutty, a Castiglione delle Stiviere. Mutty è uno di quei luoghi che ti abbracciano appena entri: libreria, caffetteria, spazio creativo – un posto dove il tempo sembra dilatarsi e la bellezza è ovunque, ma mai urlata.
La cianotipia: una tecnica antica che sa ancora sorprendere
La cianotipia è una tecnica fotografica inventata nel 1842, completamente analogica, che funziona grazie alla sensibilità dei sali di ferro alla luce. L’effetto finale è un’immagine inconfondibile, in varie sfumature di blu. Un blu pieno, profondo, che sembra raccontare qualcosa di antico e segreto.
Non sapevo bene cosa aspettarmi, ma è stato subito chiaro che non si trattava solo di “fare una stampa”: era un processo lento, meditativo, quasi poetico.
Raccogliere, comporre, aspettare
Il laboratorio è iniziato con una passeggiata tra le colline moreniche attorno a Mutty. Abbiamo raccolto erbe, foglie, piccoli fiori – elementi che sarebbero poi diventati parte delle nostre immagini. È stato bello già solo quello: camminare e osservare con attenzione, pensando non a cosa è bello da vedere, ma a cosa potrebbe diventare interessante su un foglio, sotto forma d’ombra e impronta.
Poi siamo rientrate in laboratorio, dove ci attendevano materiali semplici e curati: carta spessa, pennelli, vetri, e la soluzione fotosensibile da stendere a mano. Si lavorava in silenzio, concentrati. Ogni composizione era diversa, come un piccolo esperimento.
E poi, il momento magico: l’esposizione in camera oscura.
In quel buio controllato, i fogli venivano esposti alla luce artificiale con cura, e in quel momento iniziava la trasformazione. Non era il sole a fare la sua parte, ma una luce calibrata, precisa, altrettanto affascinante. Dopo l’esposizione, i fogli venivano immersi in acqua. Il blu cominciava a emergere piano piano, come un segreto che si rivela con delicatezza.
Vedere le proprie composizioni prendere vita in quel modo è stato emozionante. Un processo semplice solo in apparenza, ma capace di regalarti meraviglia.
Una giornata blu, in tutti i sensi
Tornando a casa, con le mie stampe ancora un po’ umide e le mani che odoravano di carta e foglie, ho pensato che non mi capitava da tempo di passare una giornata così. Una giornata senza fretta, fatta di attenzione, gesti lenti e silenzi pieni.
La cianotipia mi ha regalato non solo delle immagini, ma un modo diverso di guardare – la natura, la luce, i dettagli. E forse è questo il vero senso di fare qualcosa con le mani: riconnetterti al mondo in modo più vero, più semplice. E un po’ più blu.





























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