Non so voi, ma a me Milano sorprende sempre nei modi più inaspettati. Un giorno pensi di conoscerla tutta, di aver già visto ogni suo angolo verde, e invece… ti ritrovi in un parco come questo, che è molto più di un semplice spazio urbano. È memoria che respira, architettura che racconta, natura che guarisce.
Il Parco Industria Alfa Romeo, nel quartiere Portello, è uno di quei posti che non ti aspetti. Sorge esattamente dove un tempo c’era lo storico stabilimento Alfa Romeo, attivo fin dal 1906, culla dell’industria automobilistica milanese. Un luogo pieno di storia, trasformato oggi in un’area verde che ha saputo mantenere intatta l’anima di ciò che è stato.
Passeggiare nella memoria
Appena entri, ti accorgi che non sei nel solito parco. C’è qualcosa di diverso, una forma che parla, che guida. Il disegno è stato affidato a due menti visionarie: Andreas Kipar e Charles Jencks, architetti paesaggisti che hanno saputo dare un’identità forte a questo spazio.
Le forme sinuose, le curve delle collinette, i sentieri che si intersecano come se volessero abbracciarti — tutto racconta un passato che non è stato cancellato, ma integrato nella bellezza del presente. Salendo su quelle collinette, costruite con terra e macerie del sito originario, mi è sembrato di camminare letteralmente sulla storia. Con i grattacieli lontani a fare da sfondo, e il silenzio tutto intorno.
Il “Time Walk”: quando il parco diventa simbolo
Il cuore concettuale del parco è il Time Walk, un percorso simbolico che attraversa tre collinette ispirate a epoche diverse: la preistoria, la storia e il presente.
La più affascinante, almeno per me, è quella finale, dedicata al presente e al futuro: una collina a doppia elica, sormontata da una scultura in metallo che rappresenta il DNA, la vita che si evolve, si trasforma, continua. È un luogo che ti invita a riflettere sul tempo, su ciò che eravamo e su ciò che possiamo diventare.
Poi c’è il Time Garden, una specie di piccolo tempio zen immerso nel verde. Il pavimento, decorato con lastre bianche e nere, rappresenta il calendario lunare e l’alternarsi delle stagioni. Lì il tempo sembra fermarsi davvero. Mi ci sono seduta per qualche minuto e ho lasciato andare tutto il resto. Milano fuori era lontana. Silenziosa.
Un parco che vive davvero
Una delle cose che ho amato di più? Vedere le persone viverlo davvero. Famiglie, bambini, coppie, lettori solitari, ciclisti. È uno spazio che accoglie tutti e cambia volto in base a chi lo attraversa. Non è un museo a cielo aperto, non è un monumento: è un pezzo di città vivo, pulsante.
Mi ha fatto pensare a quanto sia importante avere luoghi così. Spazi dove non si viene solo per “fare”, ma anche per essere.
🗺️ Info utili
- Dove si trova: Quartiere Portello, tra via Don Luigi Palazzolo e via Alcide De Gasperi
- Orari: Aperto tutti i giorni dalle 7.00 alle 22.00
- Servizi: Aree giochi, percorsi pedonali e ciclabili, collinette panoramiche, panchine, zone relax
Se cercate un luogo dove la città si mescola con la memoria, dove la storia industriale diventa paesaggio, questo è il posto giusto. È un angolo di Milano che ti sorprende con la sua bellezza silenziosa e ti lascia addosso quella sensazione rara di aver fatto pace con il tempo.
Hai altri luoghi verdi di Milano da consigliarmi? Scrivimeli nei commenti — io non vedo l’ora di scoprirli!





























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