Ci sono gite che restano nel cuore, non tanto per la destinazione in sé, ma per le persone con cui le vivi. La nostra giornata a Bologna, insieme alle mie amiche e alla mitica Leonarda, 78 anni, bolognese doc e guida d’eccezione, è stata proprio così: intensa, piena di risate e ricca di scoperte.
Incontro sotto lo sguardo del Nettuno
Arriviamo in mattinata in Piazza del Nettuno, con l’aria frizzante che ancora profuma di inizio giornata. Dopo le foto di rito sotto la celebre statua, subito rimaniamo colpite da uno dei simboli più amati della città, la maestosa Basilica di San Petronio, che ci accoglie con la sua facciata inconfondibile, sospesa tra gotico e incompiutezza. Voltiamo lo sguardo verso l’alto e per un momento ci lasciamo avvolgere dal silenzio.


Dopo poco, ci incontriamo con altre due amiche arrivate il giorno prima e successivamente con Leonarda, pronta ad accompagnarci per tutto il tempo con passo deciso e occhi pieni di orgoglio per la sua città.
Passeggiando tra portici e musica
Iniziamo quindi la camminata tra le vie del centro, immerse nel ritmo vivace del sabato. I portici ci proteggono dalle prime luci più calde della giornata mentre Leonarda ci racconta aneddoti di una Bologna che non esiste più, ma che vive nei suoi ricordi. Arriviamo così davanti alla Casa di Lucio Dalla, che riusciamo a vedere solo dall’esterno. Ci fermiamo qualche minuto a fotografare l’iconico balconcino.


Il fascino senza tempo delle Sette Chiese
Proseguiamo fino al suggestivo complesso della Basilica di Santo Stefano, un intreccio di cortili, porticati e atmosfere medievali che sembra sospeso fuori dal tempo. Nemmeno le impalcature riescono a oscurare la bellezza di questo luogo mistico, e così ci sbizzarriamo con le foto.



Dopo tanto splendore ci godiamo una pausa in un bar lì vicino: un caffè, due risate, qualche commento sul percorso fatto e l’entusiasmo di ciò che ci aspetta ancora.
Le Torri e il pranzo che divide e unisce
Ripartiamo in direzione delle iconiche Due Torri, che ci scrutano dall’alto con la loro imponenza. Sono l’immagine più riconoscibile della città, e infatti anche noi non resistiamo alla tentazione di una piccola sessione fotografica.


A questo punto la fame inizia a farsi sentire e arriva il momento di scegliere: parte del gruppo opta per rimanere in centro e gustarsi un pranzo tipicamente bolognese da Tamburini, una garanzia per chi ama i salumi e la pasta fresca. Le altre, invece, preferiscono spingersi un po’ più fuori dal cuore cittadino per raggiungere la famosa Trattoria Da Vito, un luogo carico di tradizione e storia, decisamente meno turistico. Alla fine, anche se abbiamo pranzato in posti diversi, il verdetto è stato unanime: la cucina bolognese è veramente top.
Pomeriggio tra cultura, torri e bellezza nascosta
Dopo pranzo Leonarda ci accompagna al Cinema Modernissimo, recentemente riportato alla luce. Scendere nelle sue sale è un po’ come accedere a un luogo segreto: un mix perfetto tra storia e modernità, che ci sorprende e ci lascia con la voglia di tornarci per una proiezione.


La nostra camminata continua fino alla Torre Prendiparte, slanciata e misteriosa. La osserviamo dal basso, affascinate dalla sua verticalità, mentre Leonarda ci spiega che oggi viene usata come location per eventi ed è possibile salire fino in cima.
Ci spostiamo poi di nuovo verso la luminosa Cattedrale di San Pietro, dove ci ricongiungiamo con il resto del gruppo. Un pochino stanche, ci fermiamo per un momento a riposare le gambe, prima della parte finale della nostra avventura.
L’ultima magia: la piccola Venezia e un gelato sorprendente
La nostra giornata sta quasi per volgere al termine, ma in agenda manca ancora una tappa irrinunciabile: la Finestrella di Via Piella, conosciuta come la “Venezia in miniatura”. Vedere quella finestrella è stato emozionante: il canale che scorre silenzioso tra le facciate colorate regala un frammento di poesia nascosta nel cuore della città. Qui scattiamo le ultime foto insieme a Leonarda, che salutiamo con affetto e riconoscenza.


Prima di tornare alla stazione ci concediamo un’ultima tappa golosa alla Gelateria Sablè, famosa per i suoi gusti creativi. Il più sorprendente? Crema e aceto balsamico: particolare, aromatico, indimenticabile.
Verso casa, con il cuore pieno
Con cartoline e piccoli souvenir nelle borse — e tanta felicità nel cuore — ci incamminiamo verso il treno per Milano. La stanchezza si fa sentire, ma è di quella buona, che nasce dalla bellezza condivisa. Bologna ci ha accolte con i suoi colori, la sua storia, i suoi sapori e, soprattutto, con la dolce compagnia di Leonarda, che ha trasformato una semplice gita in una giornata da ricordare.
Elisa
























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