Oggi voglio portarvi con me lungo un piccolo itinerario che mi ha regalato una pausa rigenerante dal ritmo frenetico della città. Un breve trekking che parte da Mergozzo e, attraverso il Sentiero Azzurro, arriva alla splendida Chiesa di San Giovanni in Montorfano, un gioiello romanico immerso nel silenzio.
Il racconto del mio percorso passo dopo passo, con dettagli e curiosità di ciò che ha reso speciale questa piccola fuga nella natura.
Mergozzo e il suo Olmo secolare
Arrivata in treno a Mergozzo, ho dedicato qualche minuto a esplorare il borgo, affacciato sul lago e caratterizzato da un’atmosfera tranquilla e raccolta. Dopo una breve passeggiata tra le viuzze mi sono fermata ad ammirare l’Olmo secolare, un albero maestoso che sembra custodire secoli di storia e che regala al borgo un fascino davvero unico.






Il Sentiero Azzurro: una mulattiera immersa nel bosco
Dal centro del paese parte il Sentiero Azzurro, un percorso semplice ma molto suggestivo che in circa un’ora conduce fino al borgo di Montorfano.
All’inizio del sentiero si incontra subito un piccolo muretto decorato con sassi dipinti, un dettaglio colorato e inaspettato che segna l’inizio della mia camminata. Proseguendo, la mulattiera si snoda tra il verde, salendo dolcemente tra rocce, castagni e scorci panoramici. In alcuni punti le pietre possono essere un po’ scivolose o sconnesse, soprattutto se bagnate dall’acqua, ma procedendo con calma e indossando scarpe adatte, il percorso rimane piacevole e rilassante.






La Chiesa di San Giovanni in Montorfano
Arrivata alla chiesa, sono stata subito colpita dal silenzio e dalla calma che avvolge il luogo. La Chiesa di San Giovanni Battista, conosciuta anche come San Giovanni in Montorfano, è un piccolo gioiello romanico che risale all’incirca all’XI–XII secolo. Costruita con pietra locale, conserva ancora oggi gran parte della sua struttura originale.
Il sito è però più antico di quanto sembri: fonti storiche e scavi archeologici hanno rivelato tracce di edifici paleocristiani risalenti al V–VI secolo e di una basilica di epoca carolingia. La chiesa ha pianta a croce latina con tiburio ottagonale, e all’interno si possono notare frammenti di antichi affreschi e tracce delle fasi costruttive più antiche. Passeggiare tra queste mura è stato come fare un salto nel tempo: un luogo dove storia, natura e spiritualità si fondono in un’atmosfera unica.




La discesa e il rientro verso Verbania
Dopo aver esplorato la zona della chiesa, ho iniziato la discesa verso Verbania lungo la strada asfaltata. Il tratto è piuttosto ripido, quindi lo sconsiglio a chi non ha gambe allenate se affrontato in salita. In discesa, invece, si percorre con calma e senza problemi.
Raggiunta la stazione in circa una ventina di minuti, ho preso il treno per tornare a Milano, con la piacevole sensazione di aver trascorso qualche ora lontana dal caos, immersa nella natura e nella storia, e con la mente già pronta a programmare la prossima piccola fuga.
Elisa
























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