Novara è una di quelle città che ti accolgono con discrezione, senza frenesia, ma con una bellezza che si svela a poco a poco. Quando io e alcune amiche abbiamo deciso di dedicarle una giornata, non immaginavamo quante piccole sorprese ci avrebbe riservato.
Il Castello e l’arte contemporanea
La nostra visita inizia al Castello Visconteo-Sforzesco, costruito tra il Medioevo e il Rinascimento. Oggi è un vibrante spazio culturale, sede di mostre ed eventi.



Fino al 26 aprile ospita la mostra gratuita dell’artista giapponese Kazumasa Mizokami “La terra è sempre blu“. Il percorso espositivo, articolato tra terracotte dipinte e opere su carta, dialoga in modo naturale con gli ambienti storici del castello.
Appena entrate, subito ci perdiamo tra le installazioni giocose e colorate.



Uscite dal castello, proseguiamo dentro il parco fino a raggiungere la fontana accanto all’area giochi, un angolino davvero carino. Ci facciamo quindi scattare delle foto da una signora del posto, seduta lì a godersi il sole, che ci chiede con sorpresa se davvero fossimo venute a Novara per turismo. Sorridendo annuiamo e continuiamo il giro.


Duomo e Battistero: un tuffo nella storia religiosa
Passeggiando tra le vie del centro, arriviamo quindi al Duomo di Novara, che nel XIX secolo fu riprogettato da Alessandro Antonelli in stile neoclassico. Colonne imponenti, geometrie armoniose e un’atmosfera luminosa lo rendono uno dei simboli della città.



Accanto al Duomo troviamo poi il Battistero, uno dei più antichi edifici paleocristiani del Piemonte. Risalente al V–VI secolo, è un raro esempio di architettura tardoantica sopravvissuta intatta nei secoli: un piccolo gioiello che racconta le radici religiose della città.
Pranzo tipico al Cavallino Bianco
A quel punto la fame iniziava a farsi sentire, così ci dirigiamo alla storica Trattoria Cavallino Bianco. Due di noi ordinano gli gnocchi alla Radetzky, specialità della casa dedicata al celebre generale austriaco: un piatto ricco e confortante, che ci dà lo sprint giusto per continuare l’esplorazione.
Il Chiostro della Canonica: un’oasi di quiete
Dopo pranzo ritorniamo verso il Duomo, fino a raggiungere il Chiostro della Canonica, che prima avevamo lasciato da parte: un luogo raccolto e affascinante. Con le sue armoniose arcate romaniche, è uno degli angoli più suggestivi della città, perfetto per una pausa dalle vie più animate.


La Basilica e la cupola di San Gaudenzio
Camminando tra i palazzi del centro storico, la silhouette della cupola della Basilica di San Gaudenzio appare all’improvviso: slanciata, maestosa, inconfondibile. Progettata anch’essa da Alessandro Antonelli, raggiunge i 121 metri di altezza ed è considerata un capolavoro dell’architettura ottocentesca.


È possibile salire fino in cima con visite guidate curate da Kalatà, ma è necessario prenotare online. Non essendo, purtroppo, riuscite a riservare dei posti per quella data, ci siamo quindi dedicate all’interno della basilica, dove si trovano le reliquie di San Gaudenzio e importanti opere d’arte rinascimentali.
Broletto e biscotti: un finale dolcissimo
Prima di concludere la giornata, attraversiamo il famoso Broletto di Novara, al cui interno si trova anche la Galleria d’Arte Moderna Paolo e Adele Giannoni, che però non abbiamo il tempo di visitare. Il complesso, un tempo sede del potere civile medievale, raccoglie edifici di epoche diverse attorno a un cortile che sembra fatto apposta per essere fotografato.

Infine, chiudiamo la nostra gita con una pausa golosa al celebre Biscottificio Camporelli, dove nascono dal 1852 i famosissimi biscotti novaresi. Diciamocelo: era impossibile uscire senza un paio di pacchetti da portare a casa!


In conclusione
Se cercate una destinazione tranquilla, autentica e mai caotica, Novara è un’ottima scelta. Si gira facilmente a piedi, i monumenti sono vicini tra loro e la città offre un mix perfetto di cultura, sapori e piccoli angoli da scoprire con calma.
E poi… c’è sempre un buon motivo per tornare: la prossima volta, la cupola ci aspetta.
Elisa
























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