Ci sono cose che conserviamo per anni senza sapere bene perché. Le mettiamo in una scatola, le infiliamo in un cassetto e finiamo per dimenticarcene. Vecchi biglietti del treno, ingressi a mostre, scontrini di ristoranti, piccoli ricordi di luoghi visitati. Frammenti di momenti che, per qualche ragione, abbiamo deciso di trattenere.

Oggi ho recuperato uno scatolone che si trovava in cantina da molto tempo. Dentro c’era un po’ di tutto, testimonianze di esperienze passate che, in alcuni casi, ricordavo appena.

Ho iniziato a fare ordine, eliminando gran parte degli oggetti e conservando soltanto quelli che sentivo ancora significativi.

È stato un gesto semplice, ma mi ha fatto riflettere su quanto siamo legati alle cose e sul significato che attribuiamo loro.

Non tutto ciò che viviamo deve essere conservato

Spesso teniamo un oggetto perché ci ricorda un viaggio, una giornata speciale o un periodo della nostra vita. Come se, liberandocene, rischiassimo di perdere anche il ricordo a cui è legato.

Ma è davvero così?

Un viaggio non smette di essere stato importante perché abbiamo buttato il biglietto del treno. Una bella esperienza non perde il suo valore perché non conserviamo più qualcosa che la rappresenti.

Tra le cose che ho deciso di tenere, ce n’è una che mi ha riportato davvero indietro nel tempo: un braccialetto di cuoio con il mio nome, che portavo spesso da bambina.

Oggi non mi va più al polso e non ricordo nemmeno chi me lo abbia regalato. Eppure non ho voluto separarmene.

Forse perché rappresenta una piccola parte della mia infanzia, una versione di me che è cambiata, ma che continua a far parte della persona che sono.

Fare ordine fuori, ritrovare un po’ di spazio dentro

Sto attraversando un periodo un po’ particolare e forse anche per questo riordinare quello scatolone mi ha fatto bene.

Il decluttering non risolve i problemi e non cambia magicamente il nostro stato d’animo. Può però diventare un piccolo gesto di cura verso noi stessi: ci permette di dedicarci a qualcosa di concreto, di fare delle scelte e di recuperare un po’ di spazio.

Mentre decidevo cosa tenere e cosa eliminare, mi sono resa conto che non avevo bisogno di conservare tutto per custodire la mia storia.

Alcune cose potevano semplicemente andare.

Forse è questo il senso più profondo del fare spazio: imparare a distinguere ciò che ha ancora valore per noi da ciò che conserviamo soltanto per abitudine.

Conservare ciò che conta davvero

Alla fine, dello scatolone è rimasta soltanto una piccola parte. Ho eliminato tanti oggetti e ne ho tenuti alcuni, tra cui quel braccialetto di cuoio che mi riporta alla bambina che ero.

Credo che, ogni tanto, faccia bene guardare alle cose che abbiamo accumulato nel tempo e chiederci perché le teniamo. Non per liberarci di tutto, né per inseguire una casa perfettamente ordinata, ma per scegliere con maggiore consapevolezza ciò che vogliamo portare con noi.

Vale per gli oggetti, ma anche per il modo in cui guardiamo al passato: possiamo custodire i ricordi senza dover trattenere ogni loro traccia.

📚 Un consiglio di lettura: per chi volesse approfondire il tema del riordino e del rapporto con gli oggetti, Il magico potere del riordino di Marie Kondo è un libro interessante da cui partire, con spunti per riflettere su ciò che scegliamo di tenere nella nostra vita.

E tu, hai mai ritrovato un oggetto del passato che non sei riuscito a buttare? Mi piacerebbe sapere quale ricordo custodisce per te.

Elisa

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sono Elisa

Viaggio con il cuore e la macchina fotografica sempre pronti, alla scoperta di luoghi, storie e sapori che mi emozionano. Eli goes around è il mio spazio personale, nato per condividere esperienze autentiche, itinerari curiosi, e riflessioni in cammino.

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