Cosa succede quando, a un certo punto, ti accorgi che la strada che avevi scelto non è più quella che vuoi percorrere?
È un po’ quello che di recente è capitato a me.
Per tanto tempo ho pensato che la cosa giusta fosse avere un lavoro sicuro, qualcosa di stabile, una strada già tracciata. E in effetti, sulla carta, non avevo un motivo concreto per lamentarmi, essendoci infine riuscita.
Eppure non ero più felice.
All’inizio ho cercato di convincermi che fosse solo un periodo. Che sarebbe passato. Che forse ero io a pretendere troppo, che bastava cambiare prospettiva, avere un po’ più di pazienza. Perché lasciare qualcosa di sicuro quando non sai ancora cosa ci sarà dopo fa paura.
Andavo ancora al liceo quando scelsi di intraprendere la carriera nel mondo della grafica, ignara di quanto sarebbero stati difficili gli anni a venire. Contratti precari, periodi in cui mi sono sentita sfruttata, passaggi da un’azienda all’altra nel giro di pochi mesi. Eppure, nonostante tutto, andavo sempre avanti. Non ho mai pensato di mollare.
Ma ad un certo punto qualcosa in me è cambiato.
E dopo quasi sette anni, dopo aver trovato finalmente la stabilità tanto ambita con il ruolo desiderato, ho lasciato il mio lavoro.
Un lavoro a tempo indeterminato.
E adesso?
Da un lato c’è la soddisfazione di aver finalmente ascoltato qualcosa che da tempo cercavo di ignorare, ma dall’altro c’è anche l’incertezza di chi si ritrova davanti a una pagina bianca.
Perché un conto è sapere cosa non vuoi più. Un altro è sapere cosa vuoi.
E io, al momento, non ho ancora tutte le risposte.
So che voglio ricominciare. Ma non so esattamente da dove.
Non so quale sarà il prossimo lavoro, quale direzione prenderò, se quello che immagino oggi avrà ancora senso tra qualche mese. E devo ammettere che questa incertezza, a volte, mi mette un po’ in difficoltà.
Siamo abituati a pensare che ogni cambiamento debba avere immediatamente un piano, come se non fosse concesso fermarsi in mezzo.
Ma ora è proprio qui che mi trovo. Nel mezzo.
Non più nel posto di prima, ma nemmeno ancora in quello nuovo. E ci sono giorni in cui questa cosa mi entusiasma e altri in cui mi fa paura.
Ci sono giorni in cui penso che avere finalmente la possibilità di scegliere sia una cosa bellissima. E altri in cui vorrei semplicemente avere una risposta pronta alla domanda: “E quindi, adesso, cosa fai?”
Perché ricominciare da capo è una cosa che suona bene quando la raccontiamo agli altri. Nella realtà significa anche dubitare, cambiare idea, fare tentativi, scoprire che qualcosa non fa per noi e forse dover ricominciare ancora.
Sto cercando di ricordarmi che non devo necessariamente sapere adesso dove porterà questa strada. Per una volta posso anche permettermi di esplorare.
Di provare.
Di fare qualcosa che mi incuriosisce senza chiedermi immediatamente se diventerà il mio nuovo lavoro.
Di lasciare spazio a idee che magari non avevo considerato.
E forse anche questo blog fa parte della questione.
Ultimamente mi sono chiesta spesso cosa voglio davvero scrivere, perché alcune volte mi sembra di non avere niente da dire che non sia già stato detto da altri.
Poi penso che forse non è vero. Forse ho soltanto bisogno di ritrovare la voce e nuove energie.
Non so dove mi porterà questa nuova strada.
Non so se tra qualche mese penserò a questo periodo come a un grande punto di svolta oppure semplicemente come a una fase di passaggio.
Non so nemmeno se la prossima strada sarà quella giusta per sempre.
Io, per adesso, sono qui. Con qualche certezza in meno, parecchie domande in più e la sensazione un po’ strana di essere tornata al punto di partenza.
Anche se, a pensarci bene, non sono davvero al punto di partenza.
Sono semplicemente arrivata a un punto diverso.
E da qui proverò a capire dove andare.
Elisa
























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