Quando ero bambina, tra la metà degli anni Novanta e i primi Duemila, Halloween non era ancora una festività particolarmente sentita qui in Italia. Ricordo ancora la delusione quando mia mamma decorava l’ingresso di casa con zucche, ragnatele e dolcetti, senza che nessuno bussasse mai alla nostra porta. Alla fine, quei dolcetti finivo per mangiarli tutti io.

Oggi Halloween è diventato un appuntamento immancabile anche da noi. Al di là delle ragioni commerciali, credo che il suo successo dipenda anche dal piacere di lasciarsi attirare da tutto ciò che è misterioso, inquietante e un po’ oscuro.

Ma perché ci piace così tanto avere paura? Forse perché le storie più cupe ci permettono di provare emozioni intense senza correre rischi reali. E poi ci sono le atmosfere: le case antiche, i segreti di famiglia e quella sensazione che qualcosa non sia esattamente come sembra.

Ottobre è la cornice perfetta per tutto ciò. Ecco allora alcuni titoli da recuperare o aggiungere alla lista per le prossime serate autunnali.


1. I salici — Algernon Blackwood

Pubblicato nel 1907 e considerato da H. P. Lovecraft uno dei più grandi racconti soprannaturali della letteratura inglese, I salici trasforma un paesaggio naturale in una fonte di terrore. Durante un viaggio in canoa lungo il Danubio, due uomini si ritrovano bloccati su un isolotto, circondati da salici tra le cui fronde sembra nascondersi qualcosa di ostile. Non ci sono mostri riconoscibili né spiegazioni rassicuranti: è l’ignoto, con la sua presenza indecifrabile, a generare un senso crescente di angoscia. Un classico dell’orrore cosmico, perfetto per chi ama le storie in cui la natura nasconde qualcosa che va oltre la comprensione umana.


2. Le intelligenze particolari. Un’indagine nelle case infestate — Grégory Delaplace

E se le case infestate raccontassero qualcosa anche del nostro rapporto con i luoghi in cui viviamo? L’antropologo Grégory Delaplace ripercorre alcune indagini su presunti fenomeni paranormali nell’Inghilterra del secondo dopoguerra, interrogandosi sulle presenze invisibili e sul modo in cui attribuiamo intenzioni a ciò che ci circonda. Un saggio che esplora il confine tra antropologia, spiritismo e perturbante, per chi ama le storie di fantasmi anche al di fuori della finzione.


3. L’intruso — Jason Rekulak

Quando la fumettista Penny perde la sua amata gatta, la sua creatività sembra spegnersi, finché l’incontro con Godfrey, il misterioso felino di un’anziana ereditiera, non cambia tutto. Quella che inizialmente sembra una nuova fonte d’ispirazione si trasforma lentamente in un incubo, mentre il confine tra immaginazione e realtà diventa sempre più sottile. Una storia oscura e perturbante, arricchita da illustrazioni che amplificano il senso di inquietudine.


4. Monito ai curiosi. Storie di fantasmi — M. R. James

Considerato uno dei grandi maestri della ghost story, M. R. James ha inquietato generazioni di lettori con racconti in cui il soprannaturale si insinua nella quotidianità. Questa raccolta ci porta tra antiche canoniche, manoscritti misteriosi, aste antiquarie e case delle bambole infestate, dove oggetti apparentemente innocui nascondono segreti tutt’altro che rassicuranti. Con un’abilità particolare nel suggerire più che mostrare, James costruisce atmosfere sinistre e colpi di scena capaci di trasformare la curiosità in una pessima idea.


5. Il giro di vite — Henry James

In una villa di campagna inglese, una giovane istitutrice arriva per occuparsi di due bambini, Miles e Flora, ma alcune inquietanti apparizioni trasformano presto la quiete della tenuta in un incubo. Tra gli spiriti di due ex abitanti della casa e il comportamento sempre più enigmatico dei piccoli, diventa difficile capire cosa stia realmente accadendo. Henry James costruisce un racconto gotico in cui il terrore nasce soprattutto dall’ambiguità e dalla mente di chi narra, lasciando il lettore sospeso tra soprannaturale e suggestione psicologica. Un classico della ghost story, capace di inquietare senza ricorrere ai soliti cliché dell’orrore.


In conclusione

Le storie oscure ci permettono di avvicinarci a ciò che non conosciamo, dare forma alle nostre inquietudini ed esplorare ciò che, nella vita reale, preferiremmo tenere a distanza. Ci ricordano che non tutto deve avere una spiegazione e che, a volte, è proprio l’ignoto ad affascinarci di più. Non sempre vogliamo sapere cosa si nasconde dietro una porta socchiusa: qualche volta, ci basta immaginarlo.

Elisa

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sono Elisa

Viaggio con il cuore e la macchina fotografica sempre pronti, alla scoperta di luoghi, storie e sapori che mi emozionano. Eli goes around è il mio spazio personale, nato per condividere esperienze autentiche, itinerari curiosi, e riflessioni in cammino.

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